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L’amore romantico può essere un nome elegante da dare alle secrezioni chimiche che avvengono nel nostro cervello: queste sostanze sono capaci di farci sentire in uno stato emotivo alterato, euforico, passionale, eccitato quando siamo in presenza dell’amante.
Il vecchio detto che l’amore rende ciechi descrive veramente l’amore romantico. Molti di coloro che sono coinvolti in un amore romantico vogliono stare con il loro amante tutto il tempo, trascurando possibili errori, conflitti, abusi, scorrettezze che una persona “lucida” vedrebbe da subito.
L’infatuazione è solamente un aspetto dell’amore romantico. Articoli scientifici relativi all’infatuazione affermano che la maggior parte degli individui non possono reggere questo tipo di emotività esasperata per un periodo prolungato di tempo, come anni e anni.
Questa fase, perfortuna o purtroppo, non dura un tempo illimitato, perciò questa infatuazione, questo innamoramento, questa fase dell’amore romantico per intenderci, è destinata al declino. Si cade dalle nuvole dopo qualche anno, oppure dopo qualche mese che ci si è conosciuti, dipende da caso a caso. In teoria non si dovrebbe organizzare e celebrare il proprio matrimonio in questo stato “alterato”, anche se forse le cerimonie più riuscite esprimono e celebrano proprio questo sentimento. Il rovescio della medaglia si avverte alla lunga, quando questo stato di grazia tende all’esaurimento ed un senso di disillusione si fa più evidente, si diventa più facilmente irritabili e cose che non preoccupavano prima all’interno del rapporto si fanno via via più evidenti. E’ come uscire lentamente da un sogno, quasi un trauma: la reazione è spesso quella di portare minore pazienza e diventare indifferenti ai bisogni ed ai sentimenti dell’altro. Questa è quella che viene chiamata la cotta, l’innamoramento, la sbandata, l’infatuazione, che nulla centra con l’amore con la A maiuscola.